BtoB e BtoC - da "Il Sole 24 Ore-Informatica" del 11 novembre 2000

Il Business to Business, BtoB, indicato anche con la sigla B2B e il Business to Consumer, BtoC o B2C, sono due paradigmi della new-economy. Si sta parlando di commercio elettronico, considerando nel primo caso tutte quelle relazioni e transazioni di business che avvengono fra azienda e azienda e nel secondo caso, invece, la vendita e la prestazione di servizi on-line al pubblico.

Le due categorie di e-commerce hanno caratteristiche piuttosto diverse. Nella dimensione B2B si tratta di una comunicazione fra partners che si conoscono già e che hanno già instaurato relazioni commerciali del tipo cliente/fornitore. I flussi informativi sono essenziali nei contenuti e semplificati nelle modalità di gestione. In questa dimensione non è tanto importante la visibilità di un sito Web verso l’esterno, quanto la valorizzazione dei rapporti di partnership attraverso l'uso dello strumento informatico sulla rete.

In realtà il B2B non è un del tutto una novità. Sul piano concettuale l’ EDI, Electronic Data Interchange, è quanto di più simile all’attuale Business to Business. L’ EDI è nato qualche decennio fa con l’intento di definire un protocollo per lo scambio dei dati nelle transazioni commerciali fra aziende. La differenza più sostanziale è che nel mondo EDI i partner sono noti in quanto aderiscono in maniera esplicita all’iniziativa, mentre nel mondo Internet, che, per sua natura, è di tipo aperto, esistono anche partner che possono essere sconosciuti, almeno nella prima fase dell’approccio.

Nella dimensione Business to Consumer, l’elemento che gioca un ruolo fondamentale è lo strumento che viene utilizzato per la connessione ad Internet. Recenti studi hanno mostrato come almeno per tutto il 2001, il personal computer rimarrà il metodo elettivo per il collegamento alla rete. A tutt’oggi, però, il suo tasso di penetrazione in Europa è molto inferiore a quello negli Stati Uniti. Questo, in parte, rallenta la crescita del commercio elettronico. In tale ambito, inoltre, non è poi così consolidata la capacità delle aziende di impostare un piano di B2C. Aprire un canale di vendita virtuale significa impostare un cambiamento radicale dell’approccio con i clienti. Oggi il cliente che compra su Internet è un utilizzatore di computer, quindi ha buona cultura, è informato ed esige efficienza e conoscenza. Quindi un sito di vendite on-line, oltre a possedere visibilità, deve offrire un servizio informativo parallelo alla vendita. Il panorama potrebbe cambiare in futuro, quando sul mercato saranno disponibili strumenti più semplici di connessione alla rete, quali ad esempio la televisione digitale, in modo da ampliare i mercati esistenti e di aprirne di nuovi nei paesi tecnologicamente meno avanzati.

 

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