Data warehouses - da "Il Sole 24 Ore-Informatica" del 5 aprile 1999

L'evoluzione degli strumenti a disposizione della tecnologia dell'informazione ha progressivamente trasformato la funzione dei centri di elaborazione dati nelle aziende. Fino ad un decennio fa, ogni elaboratore aveva il compito di sostituirsi alle risorse umane per compiere attività ripetitive nella gestione dell'impresa. Ad esempio la registrazione dell'entrata e dell'uscita della merce da un magazzino è una tipica funzione demandata agli elaboratori.

Oggi all'Information Technology aziendale non si chiede solamente di "gestire un magazzino", ma di offrire visioni trasversali dell'attività dell'impresa ad ogni livello, in modo da fornire al top-management informazioni rapide, complete, efficaci sulla base delle quali prendere migliori decisioni operative e strategiche. I sistemi informativi aziendali hanno messo al centro dei processi elaborativi non più i semplici file, ma i database, abbandonando, in altre parole, un disorganico aggregato di dati ed utilizzando, invece, un sistema più strutturato per consentirne una migliore e più rapida accessibilità alle informazioni memorizzate. In un sistema informativo è normale che siano presenti più basi di dati, o database, ciascuno progettato per gestire i diversi settori aziendali e idoneo per la specifica applicazione che gli gravita attorno, ma il rischio che si corre è quello di polverizzare e di duplicare l'informazione. Si pensi, ad esempio, alla necessità comune dell'area produzione e dell'area marketing di dover disporre delle informazioni relative ai prodotti fabbricati dall'azienda: gli uni per pianificare le attività produttive, gli altri per effettuare particolari azioni promozionali sul mercato. Se i due settori, per la gestione della propria attività, fossero in possesso di specifiche applicazioni operanti su basi di dati diverse, ci troveremmo in una classica situazione di duplicazione dei dati anagrafici dei prodotti e di polverizzazione, dal momento che informazioni tecniche ed informazioni commerciali sarebbero depositate in database differenti. Il risultato è "troppi dati e poche informazioni".

La soluzione a questo incongruenza è riposta nel data warehouse. Il concetto fondamentale è di riuscire a fornire una vista unificatrice del patrimonio di informazioni che risiedono in azienda, pur dovendo interagire con un'ampia gamma di applicazioni preesistenti. Un prodotto di data warehouse offre, generalmente, la possibilità di definire le caratteristiche delle fonti informative sia interne che esterne all'organizzazione, ottimizza gli archivi ottenuti dalla fusione di più fonti tramite un'operazione di normalizzazione dei dati secondo criteri opportunamente predefiniti, consente estrazioni di dati dai sistemi informativi dell'impresa. Lo scopo di ciò è offrire informazioni che possano essere di supporto alle decisioni strategiche dell'azienda, per rispondere meglio alle sempre più repentine variazioni del mercato, per innovare i processi di business e per migliorare la distribuzione dei prodotti.

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