Problemi legali del millennium bug - da "Il Sole 24 Ore-Informatica" del 14 marzo 1999

Non è in alcun modo possibile stabilire una data dopo la quale sia ragionevole obbligare produttori e fornitori di hardware e software ad assicurare la garanzia dei loro prodotti in relazione al problema dell'anno 2000. Tale problema è stato a lungo ignorato, rinviato o sottaciuto sfruttando l'ignoranza e l'insensibilità dell'utenza a questo tipo di problema. Da qualche tempo si assiste al fenomeno inverso. Tutti i nuovi prodotti, sollecitati dalla concorrenzialità del mercato, garantiscono con esplicite dichiarazioni la loro piena funzionalità prima, durante e dopo il cambio del secolo.

E' comunque chiaro che il "millennium bug" porterà ad una infinità di questioni legali tra fornitori di sistemi informatici (in senso lato, comprendente produttori, venditori ecc...) e imprese utenti. In caso di malfunzionamento dei sistemi esistenti, chi è responsabile dei danni che subiranno le imprese e dei danni che le stesse imprese cagioneranno a terzi estranei (clienti, partner commerciali ecc.)? E se una impresa (ad es. una banca) non potesse più lavorare e fallisse? E se il computer di un aereo cessasse di funzionare facendolo precipitare, ne risponderebbe la compagnia o il fornitore? E l'assicurazione pagherebbe anche in questa eventualità? I fornitori hanno avvertito in tempo dei rischi? Ne avevano l'obbligo? Sono valide le clausole di limitazione o esonero da responsabilità che i fornitori abbiano eventualmente inserito nei contratti? Questa è solo una piccola parte dei problemi legali che deriveranno dal "millennium bug": come risolverli? A questo proposito, il 25 novembre 1998 l'Ingegnere Augusto Leggio per parte della 10^ Commissione Permanente del Senato della Repubblica ha tenuto un'audizione avente per oggetto le "Problematiche connesse al cambiamento del millennio nei sistemi informativi" (se ne ritrova il testo al sito Internet http://www.anno2000.it/audizione.htm). Nelle intenzioni dell'autore lo scopo di tale relazione era puramente informativo, ma una attenta analisi rivela quanto carente sia la legislazione in merito. Si cita ad esempio il concetto di "conformità al 2.000": è evidente che sarebbe essenziale fornire "dall'alto" una definizione che tolga ogni dubbio in materia di responsabilità per danni e che sia uno standard a cui adeguarsi e in base al quale valutare l'adeguatezza altrui.

Per quanto riguarda le leggi indicate nella relazione, purtroppo in nessuna di esse si trova la definizione sperata: si tratta infatti di un elenco di tutte le leggi in materia d'informatica, che poco o per niente hanno relazione col problema anno 2.000.

In pratica, nessuna impresa, a meno che non abbia un proprio interno studio legale, può pretendere di affrontare autonomamente i problemi legali connessi al 2.000. Gli aspetti legali devono ricevere, da parte delle imprese, la stessa attenzione di quelli tecnici onde poter prendere coscienza dei propri diritti, esercitarli ove ancora possibile, evitare rischi, cercare soluzioni transattive, tutto ciò al fine di evitare, in futuro, costose e rischiose liti giudiziarie.

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