Google Maps ai tempi della pandemia

Lo sappiamo, lo abbiamo capito e dopotutto non possiamo ancora farlo, ma quando si potrà viaggiare tutto potrà essere davvero difficile. Fino ad oggi Google Maps ci ha aiutato fornendoci le migliori indicazioni sul percorso da seguire per trasferirci da un punto all’altro del globo considerando elementi statici, le strade, gli incroci, i divieti di transito, ed elementi dinamici quali ad esempio il traffico o le condizioni meteo. Oggi Google Maps aggiunge un ulteriore elemento dinamico: il COVID-19. 

Nel cercare le indicazioni per il trasporto pubblico, il sistema ci mostrerà gli avvisi relativi a COVID-19 relativi ad eventuali restrizioni o assembramenti che sarebbe opportuno evitare “girandoci alla larga”. L’applicazione potrà comunicarci immediatamente quanto saranno affollati gli autobus, le metropolitane e le stazioni di transito. Ma in più si potranno osservare i momenti nei quali una stazione di transito è stata storicamente meno occupata in modo da poterne pianificare in anticipo il passaggio.  Inoltre, se ci stiamo dirigendo verso strutture mediche o centri di test COVID-19, si potrebbe venire avvisati di possibile restrizioni negli accessi alle strutture in modo da evitare di essere respinti o di  causare ulteriore carico al sistema sanitario che desideriamo raggiungere.

Non mancheranno gli avvisi alla guida dell’automobile quando, attraversando punti di controllo o di dogana fra i confini nazionali potrebbero riscontrarsi limitazioni o addidittura impedimenti al passaggio stesso.

 

Il tennis e la data analytics

Qual è lo sport che permette ai giocatori di vincere le partite nonostante ottengano meno punti degli avversari? Il tennis. Il tennis con le sue regole non è un puro gioco di numeri con il suo strano metodo per calcolare i punti che non segue convenzioni o coerenze. Se a questo aggiungiamo la varietà delle superfici di gioco in uso e gli stili dei giocatori comprendiamo perché il tennis è giunto tardi a considerare l’analisi statistica standard sui dati delle partite.

Anche qui ora sono arrivati i big data, esattamente come negli altri sport. La maggior parte dei 20 migliori giocatori del mondo li utilizza per analisi approfondite. Gli eventi del Grande Slam invadono oramai i giocatori con numeri e statistiche e diverse società private sono recentemente nate per fornire consulenza e supporto di questo tipo a squadre e federazioni.

Le reazioni dei giocatori, tuttavia, sono ancora contrastanti. Novak Djokovic è stato un pioniere nell'uso dell'analisi ma solo dopo il 2016, quando ha abbandonato Becker come allenatore. Federer invece ha iniziato ad acquisire informazioni sulla data analysis solo dopo il suo infortunio nel 2017, ma rimane tuttora piuttosto cauto sul valore ottenuto. Infine Rafael Nadal, che ha tentato di abbracciare innovazioni tecnologiche come ad esempio i sensori di racchetta, non ha scelto di entrare nel gioco delle statistiche.

Il percorso evolutivo delle applicazioni di analisi ha una storia grossomodo ventennale e oggi esistono aziende che forniscono con regolarità dati sul comportamento e sui colpi dei primi 150 giocatori al mondo, con analisi individuali personalizzate per costi di migliaia di dollari al mese. Si dice che Federer paghi il doppio del solito importo per ottenere un accesso esclusivo a queste analisi.

Ciò che molto interessa è l’inidividuazione delle caratteristiche dell’avversario, con maggiore attenzione sulle prestazioni più recenti di un giocatore in modo da poter rilevare qualsiasi effetto da infortunio o altre modifiche al loro gioco, anche a metà torneo. Queste informazioni non sono una garanzia assoluta ma è un metodo per conoscere gli schemi di gioco degli avversari soprattutto quando non si sono mai affrontati in precedenza.

I prossimi passi evolutivi riguardano l’uso di tecnologia che misura le grandezze fisiche su recchette e giocatore: colpi, velocità di rotazione, posizioni sul qualsiasi campo, battito cardiaco, sudore. Tutto sperimentato nelle finali ATP NextGen dell'anno scorso e spesso utilizzata in allenamento dai tennisti. E’ vero, il tennis non coinvolge solo i numeri ma viene via via sempre più misurato con essi.

Sessioni d'esame

Le sessioni estive d’esame di tutte le Facoltà universitarie stanno per iniziare con il mese di giugno con le date oramai programmate da tempo. La novità di quest’anno è rappresentata dalla necessità di tenere le prove in modalità remota, collegati in video chiamata, dalla propria abitazione o da una propria postazione privata.

In verità, già da qualche mese, questa tecnica di valutazione è stata sperimentata con gli esami di Laurea ma la circostanza è tutto sommato abbastanza diversa da una consueta prova d’esame di uno studente alle prese con il proprio percorso di studio. Se in un esame conclusivo, il laureando è pronto ad illustrare una tesi sulla quale si è preparato per mesi ed è predisposto ad accogliere domande di approfondimento da parte della commissione giocando “in casa”, diverso è il caso della prova del corso di studi nella quale “in casa” gioca il professore docente.

 

Nel caso di una prova orale, per rispondere alle possibili domande poste dal docente, soprattutto quelle più nozionistiche, lo studente non prova ad immaginare come attrezzare la propria postazione, visibile solo parzialmente tramite la web-cam, con bigliettini, pizzini, formule o scritti di vitale importanza magari nascosti da un arredamento e da suppellettili che ne confondano l’identificazione? E perché non nascondere sotto al tavolo un suggeritore esperto? La prova d’esame orale offre nuove prospettive per ricevere un suggerimento o un aiutino che erano impensabili quando veniva effettuato in presenza.

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