Big Data e PMI: una contraddizione che non ha motivo di esistere

L’approccio alle tecnologie Big Data e a tutti gli strumenti che consentono raccolta e analisi di grandi volumi di dati sembrano da sempre a totale appannaggio di grandi aziende. E’ vero che per le grandi imprese il concetto di analytics su big data appare davvero consolidato e molti progetti su settori industriali totalmente diversi sono stati avviati anche in Italia. Per le piccole e medie aziende il discorso pare completamente differente. Il mercato italiano per le PMI è di fatto fermo ad una quota di circa il 15% del valore complessivo in questo settore tecnologico.

E’ noto che numericamente rappresentano il 99% di tutto il patrimonio industriale e questo sottolinea maggiormente quanto poco il settore investa. L’idea ricorrente è ritenere che le potenzialità dei Big Data e degli Analytics possano essere utilizzate solo da grandi compagnie. Uno studio condotto dal Politecnico di Milano ha cercato di misurare la consapevolezza delle PMI sul fenomeno e ne sono emersi interessanti risultati.

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Big data e machine learning al Tour de France 2020

Tutto ciò che può essere oggetto di misura verrà misurato. Se questo è il motto dei nostri tempi e oggi abbiamo la tecnologia per affrontare questa sfida, allora perché non collezionare con continuità tutti i dati di ogni ciclista durante le tappe di un grande giro ciclistico? E’ quello che da qualche anno avviene al Tour de France dove è stata progettata una moderna ed avanzatissima soluzione nell’ambito della raccolta dei dati durante le tappe di questa famosa competizione ciclistica.Anche quest'anno è stata introdotta la tecnologia del machine learning in modo da offrire agli appassionati di ciclismo di tutto il mondo un’esperienza senza precedenti.

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Scienza dei dati sugli hotspot Covid: casi complessi e non complessi

Ci siamo abituati da alcuni mesi a sintonizzarci nel tardo pomeriggio su TV e social per ascoltare il consueto bollettino sul numero dei contagi che negli ultimi giorni è tornato in Italia a salire lentamente. E' raro, se non rarissimo, che venga fatto cenno delle zone e dei raduni nei quali sono stati riscontrati dati significativi sul propagare della pandemia. Nel Regno Unito è da poco entrata in vigore la regola del 6 nel senso che le riunioni sociali con più di 6 soggetti diventano illegali.

Questa regola aiuta significativamente a identificare meglio i ritrovi a rischio e a circoscrivere con maggiore efficacia i contagi nelle famiglie che pare il luogo di convivenza ove avvengono in maggioranza i casi di contatti positivi.

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L’aiuto dei Big Data per combattere i cambiamenti climatici

Il mese scorso uno scienziato australiano, Steven Sherwood, con il proprio team di esperti ha pubblicato un documento fra i più importanti e preoccupanti sul tema del cambiamento climatico. Come noto, l’argomento non è nuovo, ma forse negli ultimi mesi l’opinione pubblica lo ha messo da parte a favore della più scottante questione della pandemia.

Nella pubblicazione si indica una nuova stima dell’aumento delle temperature mondiali nel prossimo secolo che dovrebbe arrivare fino a 4 gradi Celsius in più, variazione questa ben maggiore dei 2 gradi sui quali si era definito un accordo fra le nazioni a Parigi nel 2015. La notizia è estremamente negativa per l’intera sostenibilità delle risorse alimentari del pianeta, ma ha ulteriormente portato attenzione ai metodi con i quali ridurre le emissioni di CO2.

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