La dittatura dei dati

E’ di recente pubblicazione un interessante lavoro in cui Brittany Kaiser racconta e svela molti particolari e alcuni segreti accaduti in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2016 quando Cambridge Analytica si impegnò in una profonda analisi dei dati personali di un numero consistente di elettori per attuare una forma di condizionamento e persuasione a favore di Donald Trump.

La allora giovanissima autrice, laureata in diritti umani e relazioni internazionali, venne contattata da Alexander Nix, capo carismatico di CA, per coinvolgerla nei progetti dell’azienda che, tramite le informazioni raccolte attraverso gli smartphone, i social media e le abitudini di navigazione online, permettevano di identificare e “targettizzare” le persone coinvolte nei campioni di analisi. Stando alla dichiarazione di Nix, il metodo di analisi psicografico, che avrebbe fatto uso di grandi quantità di dati e di algoritmi di machine learning, avrebbe consentito un uso benefico dei risultati ottenuti.

Inizialmente Brittany, di spirito democratico e liberale, era stata molto stimolata dalla nuova e innovativa esperienza di lavoro, ma in poco tempo i progetti e i contatti con la clientela interessata iniziarono ad assumere contorni inquietanti.  Durante la costruzione di un'azienda rivoluzionaria in grado di applicare la scienza dei dati e l'analisi psicografica al settore della consulenza politica ha ritrovato nel consiglio di amministrazione Steve Bannon, stratega e ideologo dei repubblicani. Alcune attività di analisi dati erano proposte a candidati di elezioni politiche in Messico e in diverse nazioni africane e asiatiche. Ma la vera inquietudine nasceva quando, per mancanza di regole nel trattamento dei dati raccolti e nell’industria dei big data, si scorgeva il pericolo nella violazione della privacy delle persone e delle democrazie. Il culmine è stato raggiunto in occasione della prima elezione di Donald Trump a presidente e poi nella vittoria dei sostenitori della Brexit.

La possibilità di implementare algoritmi di condizionamento nasce dalla scarsissima consapevolezza di come ciascuno di noi permette che i dati personali vengano usati contro noi stessi. Molti ritengono che la nostra superficialità si applichi solamente ai dati anagrafici statici quali data di nascita, stato civile, genere, in realtà i sofisticati programmi di machine learning sviluppati dai data scientist riescono ad intuire il carattere, le attitudini, le abitudini, le opinioni politiche e sociali attraverso il tracciamento della navigazione attraverso articoli, like, portali, serie televisive preferite, acquisti e così via.

Il libro della Kaiser è un resoconto molto dettagliato, quasi un diario di tutti gli eventi e le esperienze vissute negli anni di Cambridge Analytica, che rivela la spregiudicatezza adottata dall’industria dei big data che facendo leva sulle insicurezze delle persone è in grado di modificare il loro comportamento abituale.

L’analisi suggerisce anche quanto sia cambiata la politica e quali strumenti vengano oggi utilizzati per persuadere gli elettori. E’ vero che anche prima dell’epoca dei big data i candidati persuadevano gli elettori con dialettica forbita e argomenti sostanziosi, ma la forza del nuovo mezzo è personalizzare il messaggio persuasivo e far sì che due elettori con caratteristiche particolarmente diverse per cultura, professione, esperienze votino il medesimo candidato.

Oggi Brittany Kaiser è cofondatrice di DATA (Digital Asset Trade Association), un'organizzazione non-profit che si batte in favore delle riforme legislative necessarie a tutelare il diritto delle persone a controllare le proprie risorse digitali. Per aumentare la consapevolezza delle persone sul tema dei diritti sui dati, ha fondato recentemente Own Your Data Foundation.

 

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