Big Data e PMI: una contraddizione che non ha motivo di esistere

L’approccio alle tecnologie Big Data e a tutti gli strumenti che consentono raccolta e analisi di grandi volumi di dati sembrano da sempre a totale appannaggio di grandi aziende. E’ vero che per le grandi imprese il concetto di analytics su big data appare davvero consolidato e molti progetti su settori industriali totalmente diversi sono stati avviati anche in Italia. Per le piccole e medie aziende il discorso pare completamente differente. Il mercato italiano per le PMI è di fatto fermo ad una quota di circa il 15% del valore complessivo in questo settore tecnologico.

E’ noto che numericamente rappresentano il 99% di tutto il patrimonio industriale e questo sottolinea maggiormente quanto poco il settore investa. L’idea ricorrente è ritenere che le potenzialità dei Big Data e degli Analytics possano essere utilizzate solo da grandi compagnie. Uno studio condotto dal Politecnico di Milano ha cercato di misurare la consapevolezza delle PMI sul fenomeno e ne sono emersi interessanti risultati.

Le piccole e medie imprese possono essere classificate in 5 categorie che ne esprimono sul tema. In particolare esistono aziende Tradizionali (10%) che non hanno coscienza dei vantaggi che potrebbero offrire i Big Data e mantengono un atteggiamento tradizionale ed essenziale con i dati, In preparazione (31%) che hanno intrapreso la strada della consapevolezza tecnologica, Bloccate (42%) che rimangono in uno stato agnostico o limitato a causa di mancanza di risorse, Pronte (10%) e in qualche modo già attrezzate con strumenti analitici di indagine sui dati, Lanciate (7%) che già utilizzano i Big Data Analytics grazie alla consapevolezza sui benefici e in grado di operare con investimenti tecnologici ulteriori.

Uno stimolo per le aziende non ancora pronte ad accettare la sfida lo offre la considerazione che parlando di Big Data si intende non solo la capacità di raccolta di grandi volumi di dati, bensì della possibilità di analizzarli quando questi provengono da fonti differenti e non omogenee, spesso non strutturati, ricavandone nuove informazioni derivate.

In generale gli insight, cioè le analisi di approfondimento sui dati, permettono in generale di incrementare le vendite, di migliorare il rapporto con il cliente, ampliare le offerte, ridurre i costi e identificare nuove tendenze di mercato. Questo concetto può valere allo stesso modo anche per le piccole e medie imprese. E un’analisi approfondita e con modalità in real-time o near real-time offre alla PMI la possibilità di reagire in tempi rapidissimi grazie alla maggiore flessibilità tipica della ridotta dimensione aziendale magari battendo in rapidità anche un grande operatore concorrente. Nel settore della moda o dei cosmetici, dove la rapidità di diffusione dei like promossa dagli influencer è un fattore determinante, la capacità di intercettare il feedback del pubblico sui social in tempi rapidi consente alla PMI una reattività non paragonabile con quella delle grandi imprese comunicando, ad esempio, attraverso il proprio sito o tramite mail a misura del soggetto ricevente promozioni di prodotti in linea con le tendenze.

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