Scienza dei dati sugli hotspot Covid: casi complessi e non complessi

Ci siamo abituati da alcuni mesi a sintonizzarci nel tardo pomeriggio su TV e social per ascoltare il consueto bollettino sul numero dei contagi che negli ultimi giorni è tornato in Italia a salire lentamente. E' raro, se non rarissimo, che venga fatto cenno delle zone e dei raduni nei quali sono stati riscontrati dati significativi sul propagare della pandemia. Nel Regno Unito è da poco entrata in vigore la regola del 6 nel senso che le riunioni sociali con più di 6 soggetti diventano illegali.

Questa regola aiuta significativamente a identificare meglio i ritrovi a rischio e a circoscrivere con maggiore efficacia i contagi nelle famiglie che pare il luogo di convivenza ove avvengono in maggioranza i casi di contatti positivi.

Tuttavia, l’analisi sui dati non descrive chiaramente la propagazione del virus. Esiste una classificazione dei luoghi di contagio che distingue fra complessi e non complessi. I casi non complessi hanno luogo nelle famiglie, mentre i casi complessi sono quelli che avvengono in luoghi come un ambiente sanitario, ospedale, casa di cura, prigione, e che non sono gestiti a livello personale. Le informazioni sui singoli contatti avvenuti in queste situazioni non sempre sono disponibili.

Le statistiche analitiche sui dati raccolti con i sistemi di tracciamento mostrano come circa il 60% avviene all’interno delle famiglie, i casi non-complessi, che essendo luoghi circoscritti consentono una migliore osservazione, accuratezza e controllo. Esiste perciò un 40% di contagi che hanno luogo in zone complesse o non facilmente tracciabili. I bar, per esempio, non avranno mai la più lontana idea di chi effettivamente si ritrova nei loro locali proprio a causa di una frequentazione che potremmo definire fluida. Mentre i casi complessi non sono così facili da monitorare ma, di contro, includono un gruppo comunque limitato di persone che li frequentano. Con queste premesse sembra che la velocità di trasmissione delle famiglie sia effettivamente aumentata ma non ce lo saremmo aspettato dopo avere appena trascorso l’estate in luoghi decisamente affollati.

La soluzione ideale per una completa comprensione dei dati di contagio sarebbe lo sviluppo di una app di tracciamento davvero affidabile che eviterebbe l’uso di moduli cartacei superficialmente compilati e quindi ingannevoli da usare in modo particolare nei casi complessi. Si torna dunque alla questione delle app che in tutti i paesi hanno avuto nascita e vita travagliata. Conosciamo quanto è successo in Italia con Immuni. Nel Regno Unito è accaduto qualcosa di simile: la prima versione è stata provata sull'isola di Wight, ma poi è stata abbandonata. Una nuova versione consentirà alle persone di scansionare i QR code per registrare le visite nei luoghi maggiormente frequentati. Il fatto è che una buona app eliminerebbe quasi totalmente la necessità di tracciamento manuale e nella fase di follow-up la discussione sui dati risulterebbe molto più chiara.

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