Soft power e big data

Da un paio di decenni, a seguito di studi e pubblicazioni proposte dalle Università americane, si è andato consolidando il concetto di Soft Power. Il termine è stato coniato dal professor Nye della Harward University e descrive un aspetto differente del potere che può venire espresso da uno stato. Il Soft power si contrappone all’hard power che racchiude indici quantitativi di una nazione quali forza militare, popolazione, economia. Il Soft power rappresenta la capacità persuasiva di uno stato nell’ottenere i risultati desiderati in politica estera.

Tale capacità dipende sia dall’abilità dei personaggi in ambito internazionale che dalle fonti informative quali la cultura di un paese e i mezzi di comunicazione.

Declinato sulla realtà degli Stati Uniti, secondo Nye, il "potere dolce" può offrire un nuovo strumento di gestione e di controllo dell’intero sistema geopolitico, sostituendosi al più duro potere della coercizione e della forza che comporta lo sviluppo continuo di nuovi e molto costosi sistemi bellici. Secondo questo nuovo approccio un ruolo estremamente importante viene svolto da dati e informazioni che vengono raccolte con continuità dalle varie fonti sociali e dai mass media.

E’ noto che la Cina sta emergendo come un'entità davvero molto potente sul piano economico. Gli Stati Uniti ritengono che, insieme ad altri strumenti di vigilanza e controllo sulle attività cinesi, sia necessaria un’analisi scientifica molto approfondita sui dati a disposizione. Un recente studio della California University, basato su un database Big Data di 20 Terabyte di notizie, articoli e informazioni da tutto il mondo in 65 lingue, ha consentito di sviluppare modelli, approfondimenti ed insight nel tentativo di ottenere informazioni sulle differenze tra le prospettive sulle attività e le relazioni cinesi all'estero. Dallo studio si osserva una relazione diretta tra la variazione nella copertura mediatica di un paese e gli interessi nazionali dello stesso paese, la Cina. Se i media cinesi riportano positivamente le relazioni tra la Cina e un altro paese, il governo cinese sta investendo nel coltivare una relazione positiva con quel paese. Poiché i media cinesi sono monitorati o gestiti direttamente dallo stato, questo legame è particolarmente forte. L'altro paese, tuttavia, ha probabilmente una stampa più libera: gli interessi dei suoi media possono ancora essere allineati con gli affari politici, ma in modi diversi, ad esempio avvicinando l'opinione pubblica o persino influenzando l'opinione e la politica. In generale, i media sostenuti dallo stato cinese descrivono le iniziative cinesi all'estero come eventi sempre particolarmente positivi. Al contrario i mass media occidentali raccontano una storia più cupa e ben diversa. La copertura mediatica è una forma malleabile di soft power, che condiziona le relazioni con l'estero attraverso la persuasione. Se la stampa cinese è impegnata in uno sforzo di persuasione, l’analisi sui Big Data permette di misurare l'intensità della posizione dei giornali sul racconto delle attività e delle relazioni in corso fra Cina e altri paesi. Con l'analisi dei big data, i ricercatori della California University hanno potuto porre domande sulla portata dell'azione di condizionamento e sull'intensità della narrazione dei media. Inoltre, il confronto con le notizie locali può chiarire meglio che impatto ha il soft power all'interno di un paese. I modelli e gli studi effettuati su grandi volumi di dati consentono di arricchire e sviluppare soft power sotto diversi punti di vista. 

E' vero che gli stati hanno utilizzato i media come strumento per la competizione per tutto il XX secolo. Ma ora, dal momento che l'accesso alle fonti online è sempre più facile, il potenziale di influenza attraverso i media sta crescendo. L'analisi dei big data può aiutare a quantificare le tendenze nei media e, di conseguenza, può essere di supporto alla comprensione delle mutevoli relazioni e influenze globali.

Blogs network

Iscrizione alla newsletter

I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
Con l'iscrizione riceverai news sul mondo dell'IT e Big Data.
Back to Top