Intelligenza artificiale e creatività

Tutte le mattine, percorrendo la strada con la mia automobile per recarmi al lavoro presso un cliente, nell’avvicinamento ad una curva ampia verso sinistra che si raggiunge alla velocità di 50 chilometri all’ora, il sensore di prossimità mi avverte con un beep piuttosto preoccupato che sto per schiantarmi sulle auto parcheggiate a lato strada. Forse dovrebbe essere meglio regolato il livello di avvertimento ma è un esempio di come la tecnologia stia progressivamente intervenendo sui compiti che erano fino a poco tempo fa in carico ad un essere umano: sensori intelligenti e semplici algoritmi che aprono la strada all’intelligenza artificiale nella vita quotidiana. Nel caso specifico della curva svolgono un gioco fondamentale sia il sensore di prossimità che, soprattutto, il tempo di elaborazione dell’algoritmo che valuta la velocità del veicolo rispetto alla distanza del possibile crash. Fino a questo punto non è il caso di parlare di intelligenza artificiale, anche se un po’ di ingegno viene prodotto dal nostro apparato di controllo dello schianto. Diventa intelligenza artificiale, o se ne avvicina, quando lo strumento aggiunge alla variabili di calcolo anche l’abitudine del guidatore a sterzare verso sinistra, comportamento che nel giro di qualche secondo dovrebbe avere luogo, mitigando così la ripetitiva e rumorosa azione sonora di avvertimento. Entra così in gioco l’apprendimento automatico del sistema che arricchisce la propria capacità decisionale.

Siamo in una fase tecnologica evolutiva nella quale la quantità e la varietà di dati, la potenza di calcolo, l'infrastruttura informatica stanno rapidamente avanzando. L'apprendimento automatico e l'intelligenza artificiale entrano in gioco sempre più spesso nelle applicazioni del mondo reale e in settori come l'assistenza sanitaria, l'istruzione e l'architettura grazie alle possibilità di acquisizione automatica di visione, suoni e parole. Vi è un progressivo avvicinamento di discipline tradizionalmente considerate diverse ma che trovano in questa unione di intenti nuovo entusiasmo.

I prossimi anni di intelligenza artificiale potrebbero però portare ad implicazioni nuove, imprevedibili e inaspettate. Saremo più consapevoli che, esternalizzando il processo decisionale alla macchina, consegneremo spesso completamente la nostra fiducia alle scelte raggiunte? Un risultato ottenuto da una macchina, sia esso un numero, un documento, un’immagine quanto potrà essere considerata prova fisica vera e autentica o solamente prodotto di un algoritmo di intelligenza artificiale?

Rimane il fatto che nei progressi nell'innovazione tecnologica nell'ultimo decennio ci sono alcune caratteristiche cruciali che l'intelligenza artificiale non possiede del tutto: le idee umane possono rimanere il fattore cruciale che guida l'innovazione. Quando la macchina fotografica è stata inventata, non ha impedito alle persone di realizzare dipinti. Vi è sempre un bilanciamento fra il mondo che diventa progressivamente iper-tecnologico e il desiderio dell’uomo di bellezza e di creatività, proprio in quel momento le abilità umane diventeranno più importanti.

 

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